Casa Edil Group in Barcolana ha ospitato la tavola rotonda “Trieste – Turismo e Mobilità”, un panel sulle sfide infrastrutturali che attendono il capoluogo giuliano nei prossimi anni, con Maurizio Giudici (Presidente Federalberghi Trieste), Marco Consalvo (Presidente AdSp mAO), Francesco Russo (Vice-Presidente Consiglio regionale FVG) e Antonio Marano (Presidente Trieste Airport).

Maurizio Giudici, presidente provinciale di Federalberghi, ha fotografato i numeri di questi giorni: «Durante le giornate di Barcolana sono previste 500mila presenze e gli alberghi sono al completo, soprattutto per la notte del sabato. È la dimostrazione che il territorio sta rispondendo. La Barcolana è un evento internazionale e la città ormai è quasi collaudata. Gorizia e la vicina Slovenia hanno indici di saturazione alberghiera che toccano l’80-85%. I numeri ci sono: la provincia di Trieste nel 2025 ha superato i 2 milioni di presenze». Per Giudici la crescita va governata: «Il turismo va organizzato, altrimenti si rischia di creare uno scontro tra residenti e turisti. Se scatta il problema, di fatto è inutile parlare di connessioni – ha sottolineato –. Per questo abbiamo dato mandato all’Università di Trieste di realizzare uno studio di impatto sociologico, su temi come gli affitti e lo svuotamento del centro città». Lo sguardo di Giudici si è poi allargato a tutto il sistema: «La città non è ancora pronta a grandi balzi in avanti, ma vanno messi a sistema i numeri raggiunti fino a oggi. Nei prossimi tre anni ci saranno investimenti milionari, con quasi 500 nuovi posti letto in hotel a quattro stelle. Il turismo è un sistema, perché è composto da molti attori: se ognuno lavora per conto suo e non si connette con gli altri, non avremo mai un prodotto turistico strutturato».

Antonio Marano, presidente di Trieste Airport, ha messo al centro la gestione dei flussi: «Uno dei temi principali è proprio questo. La città riesce a gestirli, con qualche criticità. I grandi eventi vanno coordinati a livello regionale: ci vuole una modalità strutturata per raccogliere le istanze e le diverse esigenze di albergatori, operatori turistici, aeroporto e ferrovia. Serve un progetto organico, che ancora non c’è». Sul fronte dei collegamenti Marano ha indicato una criticità precisa: «La nostra regione ha una scarsa accessibilità. A breve verrà realizzato sulla Trieste-Venezia il cosiddetto cappio, una bretella ferroviaria che intercetterà la linea e passerà per l’aeroporto di Venezia, allungando i tempi di collegamento con Mestre – ha spiegato –. Dal punto di vista ferroviario saremo una regione più isolata, quindi l’aeroporto avrà una funzione ancora più importante».

Marco Consalvo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale e di Trieste Terminal Passeggeri, ha guardato al prossimo anno: «Credo che il 2027 sarà un anno di ulteriore crescita. Dobbiamo approvare prossimamente alcuni investimenti per l’attracco di navi più grandi. Sarà un anno molto buono, con nuovi operatori: probabilmente arriverà anche la Disney». La leva su cui puntare, secondo Consalvo, è l’home port: «Spingerei sull’home port, che già c’è con Tui, che fa charter per la Germania: sono voli connessi con le crociere. Vanno ripresi i servizi integrati che abbiamo già fatto in passato con Msc, come i bagagli gestiti in aeroporto, che i croceristi ritrovano direttamente sulla nave. È un obiettivo fondamentale. La città in questo momento non è pronta per incrementi significativi, ma nei prossimi anni, con una programmazione strutturata della mobilità, si possono immaginare flussi più importanti».

Francesco Russo, vicepresidente del Consiglio regionale, ha riconosciuto i risultati ma ha indicato ciò che manca: «Devo riconoscere, da avversario politico, che la Regione ha accresciuto la propria attrattività. Ma non sappiamo ancora come gestire i flussi. Turismo e infrastrutture sono due fenomeni prevedibili: che la Barcolana si tenga la seconda domenica di ottobre lo sappiamo, che arriveranno mezzo milione di persone lo sappiamo in anticipo. Manca la programmazione». Le soluzioni, secondo Russo, partono da ciò che già esiste: «Bisogna migliorare l’esistente, ad esempio sui parcheggi, e digitalizzare perché ci sia maggiore informazione sulla loro disponibilità. Bisogna programmare direttamente le relazioni con i territori limitrofi. E poi bisogna copiare: Amsterdam ha iniziato a gestire i flussi per rendere la città più vivibile per gli abitanti e, allo stesso tempo, più a misura di turista».