È stato presentato a Trieste, nella sede del LifeTech ITS Academy, in via Caboto, il nuovo corso di alta formazione tecnica “Circular Economy Specialist”.
L’incontro, intitolato “Circular Economy Specialist. Dalle esigenze del territorio alle professioni del futuro” ha riunito per la prima volta attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e università per fare sistema e avviare sinergie virtuose al fine di rispondere concretamente alla crescente richiesta di professionalità qualificate in ambito ambientale per affrontare la transizione ecologica.
La transizione ecologica sta infatti trasformando radicalmente il modo di operare delle imprese, generando una forte richiesta di nuove competenze specifiche nei settori della sostenibilità ambientale, dell’economia circolare e della bioeconomia.
E a fronte della crescente domanda di competenze green, (anche) le aziende del territorio manifestano una forte difficoltà nel reperire figure professionali specializzate, in grado di gestire operativamente i processi industriali legati al recupero, al riciclaggio e alla valorizzazione di risorse, scarti e rifiuti.
Ciò che emerge è la necessità di integrare scienza, tecnologia e normative. I moderni processi di transizione richiedono figure tecniche capaci di unire solide competenze scientifiche e tecnologiche (come analisi chimico-fisiologiche, prototipazione, ecc.) a una profonda conoscenza delle normative e degli aspetti autorizzativi legati all’ambiente. Serve, cioè, una figura di raccordo tra “controllore” e “controllato”, capace di fare da ponte tra le imprese e le istituzioni di controllo (quali ARPA o NOAVA), interpretare le esigenze operative delle aziende e, contemporaneamente, comprendere il quadro normativo degli organismi di vigilanza, trasformando il controllo in un percorso di confronto costruttivo e miglioramento continuo.
Il percorso nasce dunque per accorciare la distanza tra l’offerta formativa post-diploma e i fabbisogni reali delle aziende del territorio, strutturando una filiera integrata (scuola, ITS e Università) che porti gli studenti e le studentesse ad acquisire competenze specialistiche altamente spendibili sul mercato.
Un ponte tra istituzioni, scuole e università per l’ambiente
L’incontro si è aperto con i saluti di Alberto Steindler, presidente di LifeTech ITS Academy, Igea Cuccia, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Statale Alessandro Volta di Trieste, e Alessia Rosolen, assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia.
Il Tavolo Tecnico-Istituzionale ha visto la partecipazione di figure di rilievo della governance ambientale regionale: Glauco Spanghero (direttore del Servizio Autorizzazioni per la prevenzione dall’inquinamento della Regione FVG), Anna Lutman (direttrice generale di ARPA FVG), Sandra Primiceri (direttrice del COSELAG) e Claudio Freddi (responsabile di NOAVA). Il dibattito si è focalizzato sulla necessità di formare figure tecniche capaci di rappresentare un efficace punto di raccordo e dialogo costruttivo tra le esigenze operative delle imprese e il quadro normativo tutelato dagli enti di controllo.
«Il rapporto tra impresa e ambiente non è un binomio impossibile. Troppo spesso le norme ambientali sono percepite come limiti, come vincoli allo sviluppo dell’impresa ma in realtà, quella stessa impresa che opera nel rispetto di quelle norme, non solo partecipa e contribuisce allo “sviluppo sostenibile” ma si pone altresì sul mercato offrendo un brand di sostenibilità ambientale oggi fortemente ricercato» ha spiegato Claudio Freddi, responsabile del Nucleo Operativo per l’Attività di Vigilanza Ambientale (NOAVA), Direzione centrale difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile della Regione Friuli Venezia Giulia. «Per poter rispettare la regolamentazione ambientale e nel contempo essere un’impresa competitiva – ha aggiunto – è indispensabile però conoscere quelle regole e questa conoscenza deriva da una formazione puntuale, precisa e autorevole. Il Circular Economy Specialist è un percorso formativo che consentirà di creare figure professionali che sapranno operare all’interno delle imprese con le necessarie competenze tecniche e, altresì, con la dovuta preparazione sulle regole ambientali e la consapevolezza del loro necessario rispetto».
«La missione istituzionale di ARPA FVG è contribuire alla protezione dell’ambiente attraverso il monitoraggio dello stato delle matrici ambientali, il controllo delle pressioni sul territorio e la produzione di dati scientifici affidabili a supporto delle decisioni delle amministrazioni pubbliche e delle politiche di sostenibilità. Per affrontare questo compito e le sfide della transizione ecologica servono tecnici preparati, in grado di supportare le imprese nell’innovazione sostenibile e nella gestione delle nuove richieste normative. La protezione dell’ambiente si realizza concretamente quando le competenze entrano nelle aziende. Solo attraverso una collaborazione stretta tra sistema formativo, imprese e istituzioni possiamo generare un cambiamento reale e duraturo» ha chiarito Anna Lutman.
Il dialogo sulla costruzione di una filiera formativa integrata (scuola, ITS, università) ha coinvolto Tiziana Napolitano, dirigente scolastica dell’ITS Deledda-Fabiani, e Paolo Bevilacqua, professore ordinario di Ingegneria ambientale dell’Università degli Studi di Trieste.
Circular Economy Specialist: nuovo percorso ITS Academy di alta formazione tecnica in ambito ambientale
Progettato per rispondere alla crescente domanda di competenze altamente qualificate per gestire la transizione ecologica, il nuovo percorso formativo post-diploma si struttura in due anni (2.000 ore totali). La didattica prevede 1.250 ore di lezioni teoriche, laboratori e visite guidate e 750 ore di stage in azienda.
Gli studenti e le studentesse acquisiranno competenze avanzate nel recupero e nella valorizzazione dei rifiuti, nella rigenerazione delle risorse, nell’uso di strumenti CAD e stampa 3D, e nelle analisi chimico-fisiche e microbiologiche per il monitoraggio e la bonifica ambientale. Inoltre, il corso prepara in modo mirato alla verifica di idoneità per la figura obbligatoria di Responsabile tecnico della gestione ambientale per l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali.
Quali sono gli sbocchi professionali
Il diploma in Circular Economy Specialist consente di inserirsi all’interno di aziende, impianti, laboratori e realtà che operano nella gestione delle risorse e dei processi ambientali.
I diplomati possono ricoprire posizioni tecniche in una vasta gamma di ambiti professionali:
Consulente o referente ambientale per le imprese
Responsabile tecnico della gestione ambientale: si tratta di una figura professionale obbligatoria per le imprese iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali, e il corso offre un supporto specifico per la preparazione alla relativa verifica di idoneità.
Analisi ambientali e campionamento
Laboratorio prove materiali
Controllo della qualità e certificazioni ambientali
Ottimizzazione di processo
Ricerca e innovazione
Il punto di vista delle aziende
Il confronto con il mondo produttivo, introdotto da Gianluca Madriz, presidente della Sezione FVG dell’Albo Gestori Ambientali della Camera di Commercio della Venezia Giulia, e al quale ha partecipato anche Igor Muzzolini di Miko, ha evidenziato il forte interesse delle imprese del territorio per questa nuova figura professionale.
«La Sezione FVG dell’Albo nazionale gestori ambientali conta più di 3600 iscritti e tale iscrizione, obbligatoria per imprese ed enti che gestiscono a vario titolo i rifiuti, attesta il possesso di requisiti di capacità tecnica e finanziaria. Il ruolo della Sezione – ha spiegato Madriz – è quello di accompagnare le imprese nella più corretta gestione di adempimenti e procedure a tutela dell’ambiente, agevolando un più armonioso sviluppo delle realtà del territorio. È di tutta evidenza che un’inadeguata preparazione degli operatori del settore rallenta le procedure, limita le possibilità di sviluppo ed espone a rischi. Ben venga quindi una figura professionale specifica che, grazie ad una formazione sia teorica che pratica, sia in grado di colmare, in un contesto con crescente complessità, il gap di competenze talvolta riscontrato».
«AcegasApsAmga è al servizio della cittadinanza e del territorio attraverso la gestione di acqua, energia e ambiente. Sono tre ambiti in cui la circolarità costituisce, da sempre, un asse portante della nostra identità, al punto che siamo tra le imprese che dedicano uno spazio specifico a questo aspetto nella formazione interna. È importante per noi assumere persone che abbiano una preparazione specialistica, formata da istituzioni scolastiche di alto livello, come LifeTech ITS Academy, per arricchire le competenze interne e sviluppare iniziative evolute, che integrino tutti i nostri ambiti di servizio» ha chiarito Marcello Rita, responsabile Personale, Organizzazione, Qualità, Sicurezza, Ambiente e Facility Management di AcegasApsAmga.
«Negli ultimi anni, le aziende che gestiscono il ciclo integrato dei rifiuti urbani, come Isontina Ambiente, si sono trovate ad operare in un contesto sempre più complesso. Il paradigma dell’economia circolare ha trasformato radicalmente il settore passando da una logica basata sul semplice smaltimento a un modello incentrato sulla valorizzazione dei materiali e sul recupero di energia e materia. In questo scenario di transizione ecologica, diventa quindi fondamentale investire sulla formazione di nuove risorse, professionisti e tecnici con competenze trasversali, capaci di guidare il cambiamento e rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali ed economiche. E credo fermamente che il percorso di Circular Economy Specialist possa contribuire sensibilmente in questa direzione» ha raccontato Giuliano Sponton, direttore generale di Isontina Ambiente.
«Per noi l’ambiente ha una doppia valenza: è un ambito che misuriamo e rendicontiamo, ma è anche il cuore del nostro business, supportato da un team specializzato e multidisciplinare. Da qui l’importanza di figure di Circular Economy Specialist, professionisti tecnici-normativi per affrontare le complessità della transizione ecologica» ha ribadito Marianna Blasutig, referente dell’Area Sostenibilità di Gesteco Spa.
Anche da Pier Lorenzo Stella, dall’Area Direzione di Itelyum Sea Fvg, arriva un messaggio chiaro: a fronte delle difficoltà di reperire profili tecnici con competenze specifiche in sostenibilità, serve un percorso formativo che possa colmare questo gap e formare risorse direttamente sulle reali esigenze operative del territorio.
«La mission del Gruppo Itelyum, leader nella rigenerazione degli oli lubrificanti con un business che si fonda sull’economia circolare, si allinea pienamente alle finalità del piano di studi del corso in Circular Economy Specialist, sia da un punto di vista tecnico-progettuale, sia da un punto di vista bio-economico. In particolare, Itelyum Sea Fvg gestisce impianti complessi e innovativi come il sistema Pure Ballast nei porti di Trieste e Monfalcone per il trattamento delle acque di zavorra che, assieme alla gestione dei rifiuti industriali richiede profili tecnici capaci di maneggiare tecnologie ambientali all’avanguardia, profili di difficile reperimento sul mercato del lavoro odierno. In questo, l’ITS Life Tech sarà l’anello di congiunzione ideale per le aziende del settore».
Il mercato richiede infatti tecnici capaci di maneggiare tecnologie ambientali all’avanguardia e conoscano la normativa, fondamentale per operatori attivi nei servizi ecologici.
«Il percorso Circular Economy Specialist rappresenta un’opportunità concreta per sviluppare competenze tecniche sempre più necessarie nel settore del recupero e della valorizzazione dei materiali. Per Metfer, investire nella formazione di figure specializzate significa contribuire alla crescita di professionalità capaci di affrontare con competenza le sfide della transizione verso un’economia sempre più circolare e sostenibile» ha puntualizzato Diego Montrone, che guida Metfer, azienda triestina specializzata nella gestione e trattamento dei rifiuti.
«Per M.M., che opera nel settore dei compositi in vetroresina (PRFV), la transizione ecologica rappresenta un percorso evolutivo, per migliorare l’efficienza dei processi produttivi, valorizzare il capitale umano e operare con integrità e responsabilità. Il nostro impegno è trasformare la sostenibilità in un dato misurabile, verificabile e comparabile. Proprio in questo scenario, percorsi come il Circular Economy Specialist rispondono a un’esigenza reale: formare tecnici capaci di tradurre i principi dell’economia circolare in soluzioni industriali concrete e migliorative» ha spiegato Emanuel Morandini, CEO di M.M. S.r.l.
«Per chi la transizione ecologica la fa davvero, non è fatta di dichiarazioni ma di autorizzazioni da ottenere, rifiuti da classificare, scarti da riportare a nuova vita come materia seconda. In Logica la difficoltà quotidiana non è immaginare l’economia circolare, è trovare tecnici capaci di muoversi con competenza reale dentro la gestione ambientale e i suoi vincoli normativi. Il Circular Economy Specialist forma esattamente queste persone, e le forma sul nostro territorio, ed è la ragione per cui lo consideriamo tra gli investimenti più concreti che la formazione possa fare oggi» ha puntualizzato Roberto Tassi, presidente del Cda di Logica.
Un investimento sul futuro del territorio
«La transizione ecologica sta trasformando profondamente il modo in cui le imprese lavorano e, di conseguenza, le competenze di cui hanno bisogno. Formare tecnici preparati a gestire questi cambiamenti significa intervenire concretamente sul futuro del sistema produttivo regionale», ha spiegato Laura Cerni, direttrice di LifeTech ITS Academy, ricordando che gli Istituti Tecnologici Superiori-ITS Academy sono accademie post diploma che offrono percorsi di alta formazione. «Con il percorso Circular Economy Specialist vogliamo rafforzare il collegamento tra formazione e fabbisogni reali delle imprese, costruendo un programma nel quale competenze tecniche, esperienza sul campo e confronto con il territorio siano strettamente integrati. Il percorso formativo prepara professionisti con competenze nella tutela dell’ambiente e nella sostenibilità. L’incontro di oggi ha rappresentato un momento importante proprio perché ha messo attorno allo stesso tavolo chi forma, chi ricerca, chi governa i processi ambientali e chi ogni giorno affronta queste trasformazioni nelle aziende».
Requisiti d’accesso, agevolazioni e iscrizioni
Il corso prenderà avvio a fine ottobre 2026. Per accedere è previsto un esame di selezione fissato per il 7 ottobre. I candidati interessati possono presentare la propria domanda d’iscrizione entro il 5 ottobre 2026.
Per favorire la partecipazione degli studenti, LifeTech ITS Academy mette a disposizione alloggi agevolati. Inoltre, grazie ai voucher finanziati dalla Regione Friuli Venezia Giulia, il corso è completamente gratuito per le donne al fine di promuovere la presenza femminile nei settori tecnologici e ambientali. L’efficacia del percorso è confermata dai dati occupazionali del LifeTech ITS Academy: oltre il 90% dei diplomati trova lavoro entro un anno dal diploma.