La Banca d’Italia ha presentato a Trieste l’aggiornamento congiunturale dell’economia in Fvg nei primi sei mesi dell’anno.
Nel primo semestre del 2026, l’economia del Friuli Venezia Giulia è cresciuta del 0,9% su base annua, in linea con la media nazionale.
Nel primo semestre del 2026, il valore aggiunto dell’industria è aumentato dello 0,8% su base annua, trainato da cantieristica navale, metallurgia, apparecchiature elettroniche e industria alimentare, mentre si è contratta l’attività per arredo, apparecchi elettrici e macchinari.
Nella prima metà del 2026 le esportazioni regionali a prezzi correnti sono diminuite del 9,6%, penalizzate dal calo della cantieristica, mentre al netto di questo comparto le vendite estere sono aumentate del 2,2%.
Gli investimenti si sono mantenuti sui livelli dell’anno precedente*e quelli programmati per il 2027 restano prudenti a causa dell’incertezza e del rincaro dei beni energetici.
Il settore delle costruzioni ha continuato a espandersi, sostenuto dagli investimenti delle Amministrazioni locali (+13% nei primi sei mesi) e dai fondi del PNRR, che rappresentano il 70% dei fondi complessivamente assegnati.
Nel terziario l’attività economica ha continuato a espandersi in misura contenuta, sostenuta dai servizi legati al turismo grazie alla crescita delle presenze di turisti stranieri (+4,6% nei primi nove mesi) a fronte del calo di quelli italiani (-4,4%). La movimentazione merci nel sistema portuale regionale è lievemente aumentata (+1,8%).
Nella prima parte dell’anno le condizioni di offerta di credito da parte delle banche sono risultate sostanzialmente invariate e la domanda è rimasta debole. Al netto della cantieristica, i prestiti alle imprese sono *lievemente aumentati (+0,9% a giugno su base annua), spinti dalle imprese medio-grandi (+1,9%), mentre quelli alle piccole imprese sono diminuiti (-3,9%).
Nella prima parte dell’anno l’occupazione ha ripreso a crescere (+2,8% su base annua), coinvolgendo sia lavoratori dipendenti che autonomi, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 4,2%.
Nel primo semestre del 2026 la crescita del reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici ha lievemente accelerato (al 2,7%), sebbene in termini reali la crescita sia risultata molto più debole (+0,4%) a causa dell’inflazione, che nella media dei primi nove mesi si è attestata al 2,7%* (raggiungendo il 4,2% a settembre). I consumi delle famiglie in regione hanno continuato a crescere con intensità moderata (+0,9% a prezzi costanti nel primo semestre). Nel primo semestre la crescita del flusso di nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni si è sensibilmente attenuata (+1,3%), in connessione con il rallentamento delle compravendite immobiliari (+0,6%), con un tasso medio (TAEG) collocato al 3,8%. Le nuove erogazioni di credito al consumo sono invece aumentate del 6,9% su base annua. A giugno 2026 i depositi bancari di famiglie e imprese sono aumentati del 4,1% sui dodici mesi, con una forte accelerazione dei depositi delle imprese (+7,8%).