È stata presentata oggi Trieste Shipyards Srl, società fondata da Seadock (Gruppo Samer), Yachting Expertise e partecipata da Friulia, costituita con l’obiettivo di diventare eccellenza e punto di riferimento nella produzione, manutenzione e rimessaggio di Megayacht in Friuli Venezia Giulia.
L’ingresso di Friulia nella compagine sociale attraverso la sottoscrizione, insieme ai soci privati, dell’aumento di capitale complessivamente pari a 4,3 milioni di euro deliberato nel luglio 2026, ha impresso una significativa accelerazione al progetto avviato oltre un anno fa, consentendo a Trieste Shipyards di dotarsi delle risorse necessarie per sviluppare il proprio piano industriale, avviare il programma di realizzazione del nuovo cantiere e promuovere la nascita di una filiera regionale dedicata alla costruzione, manutenzione e rimessaggio di Megayacht.
“Il Gruppo Samer – ha dichiarato il Presidente Enrico Samer – da decenni si occupa dell’assistenza ai megayacht attraverso la Trieste Yacht Service (TYS) e avvia ora con Trieste Shipyards un ulteriore settore di sviluppo, nel quale ha già acquisito esperienza negli ultimi anni. L’evoluzione da fornitore di spazi e servizi logistici a costruttore di Megayacht deriva dalla forte partnership con Yachting Expertise, che porta in dote il know how tecnico, operativo, gestionale e commerciale, oltre che altamente qualificate relazioni maturate in oltre 35 anni di attività nell’industria dello yachting: tutti elementi indispensabili per sviluppare a Trieste e in Friuli Venezia Giulia un nuovo settore industriale di eccellenza con ampie prospettive di crescita nel medio e lungo termine. Il Gruppo Samer, attraverso la propria società Seadock, realizza il progetto mettendo a disposizione il know how logistico, le attrezzature di movimentazione, le competenze heavy lift e gli spazi, mentre Friulia accompagna il progetto supportandone l’avviamento e la crescita”.
Trieste Shipyards opererà lungo la banchina del Porto Industriale di Trieste. Ieri la società ha presentato al Comune di Trieste il progetto esecutivo del nuovo cantiere: gli spazi di Seadock utilizzati negli ultimi anni per la costruzione dei Megayacht per il cantiere CNB Scarl – che nel programma di sviluppo continuerà a utilizzare l’impianto per la costruzione dei propri yacht e assume anche il ruolo di partner commerciale – saranno oggetto di ampliamento e completa ristrutturazione.
Il progetto prevede la realizzazione in due lotti di una facility adeguata per dimensioni e tecnologie alla costruzione e al rimessaggio di imbarcazioni oltre i 30 metri di lunghezza, traguardando alla fascia più grande del mercato over 50 metri e con capacità logistiche che consentono di poter costruire yacht fino a 80 metri, un segmento sempre più richiesto dagli armatori e dalle società di yacht management.
Il cantiere che sorgerà negli spazi della Seadock è progettato per la produzione completa, dal taglio delle lamiere all’allestimento finale. Il primo lotto riguarda la costruzione di un nuovo edificio addossato all’attuale di proprietà di Seadock: l’area dedicata è di circa 6.000 mq, su cui sorgerà l’hangar di circa 3.000 mq con altezza di 25 metri per ospitare la realizzazione delle imbarcazioni di più grande dimensione e la costruzione di due imbarcazioni di circa 55 metri in simultanea. La squadra di progettisti selezionata da Trieste Shipyards ha unito le forti competenze maturate nella realizzazione di stabilimenti all’avanguardia nel distretto marchigiano dello yachting con quelle già presenti a Trieste, con l’obiettivo di raggiungere l’eccellenza attraverso il gioco di squadra che rappresenta il seme di una più ampia collaborazione con le aziende a know how nautico del Friuli Venezia Giulia.
“Trieste Shipyards – ha commentato il Presidente della società, Gianluca Fenucci – ha tutte le potenzialità per diventare il centro di gravità di una grande rete di aziende del territorio dedicate alla progettazione, costruzione, manutenzione e rimessaggio di Megayacht. Il progetto poggia su una serie di caratteristiche strategiche: profondità del canale navigabile, spazio di ormeggio in banchina, ottimali condizioni per una adeguata movimentazione logistica. Il cantiere è stato progettato negli scorsi 12 mesi da un team di specialisti per rispondere alle esigenze dell’attuale e futuro mercato – privilegiando aspetti di efficienza, sostenibilità, innovazione. A Trieste si costruirà un cantiere navale che l’industria attende da tempo e che pochi porti italiani sono in grado di avere tra i propri asset, consentendo così a priori una competitività di medio e lungo termine e un valore aggiunto per l’economia locale. Non siamo soli in questa operazione: Trieste Shipyards, beneficerà del know-how presente in Friuli Venezia Giulia, integrato dalle competenze maturate in trent’anni da Yachting Expertise”.
Trieste Shipyards nasce con l’ambizione di diventare un progetto di riferimento per lo sviluppo della nautica e dell’economia del mare in Friuli Venezia Giulia – ha dichiarato la Presidente di Friulia Federica Seganti. La capacità di mettere a fattor comune competenze industriali, logistiche e progettuali rappresenta uno degli elementi di maggiore valore dell’iniziativa. Questo investimento valorizza le eccellenze già presenti nel sistema regionale e contribuisce a rafforzare un ecosistema che unisce cantieristica, portualità, logistica e manifattura specializzata. Friulia partecipa a questo percorso con la convinzione che progetti come Trieste Shipyards possano favorire la nascita e il consolidamento di un distretto della nautica ad alta gamma, capace di generare occupazione qualificata, attrarre competenze e creare valore duraturo per il territorio.
Accanto alla costruzione di Megayacht – il cui mercato continua a crescere soprattutto nella produzione in metallo di grandi dimensioni, con l’Italia leader con un valore globale di oltre 10 miliardi di euro* – il rimessaggio dei Megayacht rappresenta un ulteriore solido settore di intervento: Trieste Shipyards è determinata a portare a Trieste un ampio numero di Megayachtper la manutenzione invernale, i lavori di trasformazione ed adeguamento generato dalle implementazioni sempre più frequentemente richieste dagli armatori, alla mitigazione dell’impatto ambientale per adeguarsi alle nuove normative anti inquinamento, fino alla ristrutturazione dell’usato post rivendita. “Si tratta di un genere di attività – ha concluso il Presidente Fenucci – nella quale crediamo fortemente e che vogliamo decisamente sviluppare nel futuro, che non solo garantisce un fatturato rilevante, ma che ha anche un impatto diretto sull’economia del territorio, sul turismo e su tutta la catena della fornitura nautica e dei servizi connessi, contribuendo alla destagionalizzazione del settore”.